Frati Cappuccini Liguri

 
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SPAZIO GIOVANI
GENNAIO 2009

24-25 Gennaio 2009

Ritiro Gennaio 2009Ritiro Vocazionale Giovani - Convento di San Barnaba, Genova

Il 24 e 25 gennaio si è svolto presso il convento dei frati cappuccini di San Barnaba della provincia di Genova l’incontro mensile di orientamento vocazionale per giovani nell’ambito di un programma che prevede un tema specifico di riflessione ad ogni appuntamento. Personalmente si è trattato del terzo incontro al quale ho preso parte e ho notato con piacere che, grazie all’accoglienza pronta e nello stesso tempo discreta dei frati percepita e vissuta durante i singoli appuntamenti, mi sono sentito a mio agio e disinvolto nel dialogo con la fraternità, con i miei compagni di cammino e sono stato investito dal fascino spirituale che questo meraviglioso e quasi millenario convento esercita con tutto il suo carico di storia e santità.

Appena giunti a destinazione nella serata di sabato abbiamo partecipato alla preghiera serale dei primi vespri e, dopo una cena semplice in un clima dove si è respirata la gioia e la ricchezza dell’austerità e la pienezza dell’essenziale, in sintonia con il carisma del serafico padre Francesco, ci siamo riuniti nel coro della chiesetta attigua al convento dove, durante una veglia di Adorazione, abbiamo affrontato il tema dell’appuntamento incentrato sulla nascita della prima chiesa, quella delle origini, di come è riuscita a restare unita nonostante la avverse circostanze dei primi tempi attraverso l’assiduità ... "nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere"... oltre alla vita comune in cui ... "ogni giorno tutti insieme frequentavano il Tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo." (At 2,42-48).

La nostre guide spirituali, P.Luca Simoncini, insieme a P.Martin, ci hanno guidato con intelligenza e simpatia attraverso una presentazione personale alla fraternità presente in cui abbiamo parlato a turno della nostra persona e spontaneamente delle idee, dei desideri per il nostro futuro e dei motivi per cui abbiamo deciso di aderire all’incontro. Sono emersi cammini di vita diversi e particolari ravvivati ed illuminati, tuttavia, da un’unica chiamata, l’Amore di Gesù per ciascuno di noi. Dai racconti è apparso chiaro che ognuno di noi ha fatto esperienza in un dato momento della propria vita, di questo Amore e da allora si è attuata una lenta, graduale trasformazione, conversione, sia del cuore, sia dei desideri che sono divenuti quelli di continuare a vivere questo Amore e darGli risposta con la nostra vita. La testimonianza di Jean Mark è stata molto toccante ed esplicativa in questo senso, ma anche Simona, Igino, Teresa, Francesco, Aleandro, Josè Luis , Giovanni e gli altri ragazzi hanno mostrato come la potenza dell’Amore di Cristo è più forte di qualsiasi circostanza di vita.

Pax et BonumUna calda tisana ha fatto da prologo alla nottata nelle caratteristiche cellette sferzate da un vento gelido sibilante tra gli infissi e i corridoi del convento e in questa circostanza ho provato una sorta di sacro timore e protezione al tempo stesso.
L’indomani la sveglia cantata del coriaceo ed energico fra Alberto ci ha introdotto nel nuovo giorno; dopo una robusta e sostanziosa colazione il nostro ritiro è proseguito con la recita delle Lodi che ci hanno predisposto all’ascolto attento e sensibile della Parola di Dio letta durante la catechesi di P. Francesco Rossi, responsabile provinciale dei cappuccini liguri; P. Rossi, dopo essersi presentato, ha individuato alcuni passi del Nuovo Testamento tratti dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi, ai Galati, dagli Atti degli apostoli, dai Vangeli di Matteo e Luca senza dimenticare alcuni riferimenti alle Fonti francescane (Celano cap. 13), attraverso i quali abbiamo successivamente fondato un periodo di meditazione personale cercando di seguire gli insegnamenti metodologici della nostra guida spirituale. Personalmente ho scelto il raccoglimento e il silenzio orante della celletta, dove avevo trascorso la notte, come luogo più adatto per la mia riflessione durante la quale ho compreso l’importanza della Parola che illumina a 360 gradi tutto il nostro essere, mente, anima, corpo, intelletto, affettività, volontà, dando risposta e nutrimento ad ognuna di queste parti: la mente è nutrita dalla "solidità degli insegnamenti"(Lc 1,4), l’anima per poter essere in comunione con lo Spirito deve essere alleggerita da attenzioni e preoccupazioni superflue dunque "...non procuratevi oro, argento, ne’ moneta di rame nelle vostre cinture, ne’ bisaccia da viaggio, ne’ due tuniche, ne’ sandali, ne’ bastone perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento" (Mt 10,8-10) cioè, la comunione con lo Spirito nella semplicità ed essenzialità è ciò che dobbiamo procurarci di avere e testimoniare, il resto è dato di conseguenza. La Parola poi si rivela autentica manifestandosi nella carne, cioè nel corpo fisico, ma svincolata da esso quanto alla Sua provenienza: "... Beato te Pietro perché ne' la carne, ne' il sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli."(Mt 16,17). Infine anche la volontà e l’affettività sono stimolate e illuminate dalla Parola che, percepita coscientemente con i mezzi della preghiera e del raccoglimento di un luogo adatto, mi lascia intuire la Sua Volontà interpellandomi e chiamandomi per nome ( "...se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione... quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici..." Lc 6,12-15).

Crocifisso di San DamianoTerminato il tempo della meditazione abbiamo vissuto un momento di condivisione spontanea delle intuizioni personali emerse durante la preghiera ; è stato un modo efficace per conoscere e scoprire insieme la multiforme sapienza con cui lo Spirito opera in ciascuno di noi, e, in seguito abbiamo consumato il pasto domenicale prima di vivere nel pomeriggio un periodo di svago ravvivato da una sanguigna sfida a pallavolo, nel verde di S. Barnaba, terminata con il punteggio di 3 a 2 dopo strenua battaglia tra le due formazioni. L’amicizia che ha preso vita tra di noi è stata suggellata da una bella foto di gruppo in una delle terrazze del giardino all’ombra del manto materno della Madonna.

La giornata si è conclusa con la Messa celebrata da P. Luca Simoncini che nell’omelia ha ribadito la necessità di ancorarsi saldamente alla Parola sia come strumento per discernere la verità e saper riconoscere i falsi profeti, sia per vivere, nella spoliazione dalle false ricchezze e bisogni, le vere ricchezze e ciò che davvero può darci consapevolezza e pienezza di vita.

Alessandro

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