SPAZIO GIOVANI MARZO 2007
VIVERE UN RITIRO
SAN BARNABA 17-18 MARZO 2007
Camogli, Lunedì 19 marzo 2007
Concedersi un ritiro spirituale significa abbandonare gli impegni della vita quotidiana per compiere un viaggio dentro di sé, rallentare il ritmo e trovare uno spazio non intaccato dalle esigenze del mondo. Nella semplicità di questa esperienza, possiamo provare finalmente a sentire il nostro cuore... Ma dopo un ritiro, un incontro di preghiera ed altre esperienze di questo tipo nascono alcune domande...: a cosa mi è servito?... cosa mi ha dato?... cosa porto da esso?... ed ora?
Forse un po' tutti si pongono queste domande, e non sempre, credo, riusciamo a darci delle risposte...
A casa, reimmersa in una quotidianità appena spezzata dai due giorni trascorsi, i colori sembrano un po' più spenti del solito (è forse arrivato il momento di accenderli?) mi trascino riguardando le foto e cercando di trovare uno spazio ancora vivo dei diversi momenti trascorsi a San Barnaba e cercando di mettere i pensieri su carta (o meglio su word...), raccogliere e interiorizzare i diversi momenti vissuti...
La sera del sabato, dopo lo cena condivisa insieme, Padre Raffaele, ci ha avvicinati alla Liturgia Penitenziale attraverso il vangelo di Luca: la storia del buon samaritano, è vero, l'abbiamo mandata a memoria dal tempo del catechismo, ma a leggerla si resta sempre inquieti. Chi è il nostro prossimo? Come e quanto bisogna accoglierlo? Questa parabola più la si legge e più ci si rende conto che è sempre attuale. Sembra quasi un racconto di cronaca di tutti i giorni: di Briganti, o coloro che per denaro o semplice sete di violenza fanno del male all'altro o allo straniero si legge ogni giorno, di passanti indifferenti sugli autobus o per le nostre strade chi più ne ha più ne metta... (e mi ci metto dentro pure io!)
Il samaritano fa una scelta controcorrente che non si limita a dare qualche euro a un pover'uomo al semaforo, o a far volontariato qualche ora alla settimana! Si mette in gioco in modo totale! L'amore per il Signore e per l'Altro diventa una scelta concreta e per la vita.
Sono riflessioni forti che restano anche dopo, nonostante più tardi una partita, insieme, a Master Quiz renda tutti un po' più "irrequieti"!
Il giorno dopo (con la consueta sveglia "musicale" di Fra Alberto!) le facce stanche si contano... colazione abbondante e Lodi danno il via ad un' impegnativa mattinata cercando di seguire le parole di Padre Maurizio che ci introduce al Cap 8 della Lettera ai Romani.
Padre Maurizio ci dà un doppio fondamentale consiglio mentre ci accingiamo a questa Lettura: prepararsi a qualcosa di impegnativo e poi non scoraggiarsi! Infatti, siamo davanti allo scritto più importante dell'Apostolo.
Riflettiamo sul perché dunque il Cristo s'è lasciato uccidere? Per dimostrare agli uomini -dice Paolo- la loro incapacità di bene, ovvero per togliere agli ebrei (il "popolo eletto") l'orgoglio di credere che per realizzare il bene sia sufficiente conoscere o applicare la legge!
La legge è servita per la conoscenza del peccato - dice Paolo -, ma non ha aiutato, in positivo, a vivere il bene. La realizzazione del bene può essere solo frutto della coscienza, che è patrimonio di tutti, ed essa realizza il bene soltanto quando, credendo nella resurrezione dai morti, ritiene che l'unico "vero bene", sulla terra, l'abbia realizzato Cristo, che ha vinto la morte.
La Legge non basta dunque: è lo Spirito Santo artefice della vita morale del cristiano ed è solo la vita nello Spirito a divenire "Nuova" e realmente in comunione con GESÙ.
Padre Vittorio ha celebrato la S. Messa, che dopo il pranzo e i giochi, ha concluso i nostri due giorni a S. Barnaba...qui insieme davanti al Signore, ma ognuno "per conto suo", ognuno speciale e con una storia e un rapporto unico con lo stesso Dio... senza fare niente di concreto insieme ma con la consapevolezza di essere in qualche modo una cosa sola...e per far "germogliare fra le rocce" quei fiori appena innaffiati dallo Spirito Santo!!! noi, radunati insieme, per lasciarci "animare", nel vero senso della parola (dare vita, rianimare) dal Signore per poter poi tornare ad "animare" gli altri...e a provare a dire e ripetere più volte tanti SI al Signore quando bussa alla nostra porta...
Teresa
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